190E

La "Baby Benz" che cambiò il mondo

Storia completa e dettagliata della Mercedes-Benz 190 (W201)

C'è un prima e un dopo nella storia della Mercedes-Benz. Lo spartiacque ha una sigla: W201. Meglio conosciuta come 190. Oggi, su MB-Classic, vi raccontiamo la storia definitiva di come Stoccarda ha speso miliardi per costruire "la piccola" e di come questa auto abbia umiliato la concorrenza, inventato le sospensioni moderne e lanciato la leggenda delle berline sportive.


1. La Genesi: Una scommessa da Miliardi

Siamo alla fine degli anni '70. Il mondo è scosso dalla crisi petrolifera e negli USA entrano in vigore le severe leggi CAFE sui consumi. Mercedes-Benz ha un problema: produce solo grandi ammiraglie assetate. Serve un'auto più piccola, più efficiente, ma che sia al 100% una Mercedes.

Il progetto W201 non fu un adattamento al ribasso. Fu un eccesso di ingegneria. Si stima che Mercedes abbia investito oltre 2.3 miliardi di Marchi Tedeschi (una cifra folle per l'epoca) nello sviluppo.

Il motto era: "Nessuna rinuncia". La "Baby Benz" doveva avere la stessa sicurezza passiva di una Classe S e la stessa qualità costruttiva, ma in 4,42 metri.

2. Il Design e la Rivoluzione Tecnica

Disegnata sotto la guida del leggendario Bruno Sacco, la 190 ruppe con il passato. Linee tese, coda alta e tronca (per l'aerodinamica), niente cromature eccessive. Era moderna, pulita, eterna.

Il Capolavoro: Il Multi-Link

La vera magia della W201 non si vedeva: era sotto la scocca. Per garantire una tenuta di strada superiore alla rivale BMW Serie 3 (E30), gli ingegneri inventarono lo schema sospensivo Multi-link a 5 bracci al posteriore.

Ogni ruota posteriore era guidata da cinque braccetti indipendenti che controllavano perfettamente il movimento della ruota in ogni situazione. Una tecnologia spaziale per l'epoca, che oggi è lo standard per tutte le auto premium.

3. Il Lancio: 1982

L'8 Dicembre 1982, la W201 viene presentata. I puristi storsero il naso: "Troppo piccola, non è una vera Mercedes". Si sbagliavano tutti. Inizialmente uscì con due motori 2.0 litri a benzina:

  • 190: A carburatore, 90 CV (poi 105).
  • 190 E: Dove "E" sta per Einspritzung (Iniezione meccanica Bosch KE-Jetronic), 122 CV.

4. Il Diesel Silenzioso

Nel 1983 arriva la 190D. Fino ad allora, i diesel erano trattori rumorosi e lenti. Mercedes incapsulò il motore in un guscio fonoassorbente ("Whisper Diesel") rendendolo silenzioso e civile. La versione 190D 2.5 Turbo divenne presto un'auto da culto per i macinatori di chilometri, capace di superare i 500.000 km senza battere ciglio.

5. Nasce il Mito Sportivo: La 2.3-16

Qui la storia diventa leggenda. Mercedes voleva correre nei Rally, ma l'Audi Quattro a trazione integrale aveva cambiato le regole del gioco. Stoccarda virò sulla pista (DTM), ma serviva un motore cattivo.

Chiesero aiuto agli inglesi della Cosworth. Presero il blocco motore M102 e ci montarono una testata a 16 valvole. Il risultato? La 190E 2.3-16. 185 CV, differenziale autobloccante, kit estetico funzionale e non solo scenico.

Il Record di Nardò (1983):
Per dimostrare l'affidabilità, tre 190E 2.3-16 girarono sull'anello di Nardò in Italia per 50.000 km ininterrottamente, alla media folle di 247 km/h. Un record che lasciò il mondo a bocca aperta.
La gara di Ayrton Senna (1984):
Per inaugurare il nuovo Nürburgring, Mercedes organizzò una gara tra campioni, tutti su 190E 2.3-16 identiche. C'erano Lauda, Prost, Hunt. Ma vinse uno sconosciuto brasiliano di nome Ayrton Senna. Quella gara consacrò sia il pilota che l'auto.

6. L'Evoluzione della Specie: EVO I e EVO II

La guerra nel campionato DTM contro la BMW M3 E30 si fece brutale. Mercedes rispose aumentando la cilindrata (2.5-16) e poi creando le versioni di omologazione più estreme mai viste.

190E 2.5-16 Evolution I (1989)

Prodotta in 502 esemplari (il minimo per omologare l'auto da corsa). Motore rivisto per girare più in alto, freni potenziati e spoiler regolabile.

190E 2.5-16 Evolution II (1990)

Il mostro finale. Presentata a Ginevra, lasciò tutti scioccati per il suo enorme alettone posteriore regolabile, così grande che si diceva oscurasse lo specchietto retrovisore (un ingegnere BMW disse ironicamente: "Le leggi dell'aerodinamica devono funzionare diversamente a Stoccarda", salvo poi dover ridisegnare la galleria del vento BMW per starle dietro).

Motore 4 cilindri, 2.5L, 16 Valvole
Potenza 235 CV a 7.200 giri/min
0-100 km/h 7,1 secondi
Velocità Max
250 km/h
Esemplari 502 (Tutti venduti prima del lancio)

7. Le Edizioni Speciali e la Fine

Nel 1992, per ravvivare le vendite verso fine carriera, Mercedes lanciò le versioni "Avantgarde":

  • 🔴 Rosso: 1.8 benzina, interni in tessuto "Arlecchino".
  • 🔵 Azzurro: 2.3 benzina, sedili in pelle sportivi con accenti colorati.
  • 🟢 Verde: 2.5 Diesel, interni specifici verdi.

La produzione cessò nel 1993 per lasciare spazio alla Classe C (W202). Dopo quasi 1.9 milioni di esemplari prodotti, la "Baby Benz" aveva vinto la sua scommessa. Aveva democratizzato la qualità Mercedes senza diluirla, creando un'icona che ancora oggi, 40 anni dopo, vediamo girare per le strade con la stessa eleganza del primo giorno.


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